lunedì 7 gennaio 2008

Un saluto caro agli amici PD di Ischia




Ho ricevuto gli auguri di buon anno dai cari amici PD di Ischia, conosciuti quando ero Sindaco.
Ricambio di cuore e saluto con affetto:

Giuseppe Ferrandino, Sindaco di Ischia e tutta l'Amministrazione
Vincenzo D'Ambrosio, Sindaco Casamicciola Terme e tutta l'Amministrazione
Riccardo Cioffi, Francesco Capezza, assessori Casamicciola Terme, e tutta la Giunta
Pasquale Cuomo, dipendente Comune Casamicciola Terme

e naturalmente Peppino ed il "Principe d'Ischia", il grande Nicola, dipendente Comune Casamicciola Terme.

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venerdì 4 gennaio 2008

Pronta la Bozza dello Statuto Nazionale del PD


Agli amici del Partito Democratico di Sondrio

Cari amici,

sono entrati nella fase finale i lavori della Commissione Statuto Nazionale del PD alla quale partecipo.
Dopo l’Assemblea Costituente Nazionale del 27 ottobre scorso, la Commissione Statuto, composta da 100 componenti (metà uomini e metà donne, indicati dai candidati alla carica di Segretario Nazionale proporzionalmente ai componenti eletti nell’Assemblea Costituente Nazionale collegati a ciascun candidato), si è insediata a Roma sabato 17 novembre 2007.
I lavori sono stati aperti da Veltroni e Franceschini che hanno proposto come Presidente della Commissione il prof. Salvatore Vassallo (sua la proposta di riforma della legge elettorale, il c.d. “Vassallum”) e come relatore la prof.ssa Fernanda Contri, già giudice della Corte Costituzionale, presentandoli come “nomi di garanzia”.

Congedatosi Veltroni, che ha svolto analoga funzione nelle altre due commissioni (Manifesto dei valori – Codice etico), il Presidente Vassallo ha aperto la seduta, incanalando i lavori su due linee, metodologica e dei contenuti.
Sul versante metodologico Vassallo ha ribadito la necessità di svolgere i lavori in tempi rapidissimi. Entro il 31 gennaio 2008 il dispositivo deve essere pronto per essere sottoposto all’approvazione dell’Assemblea Costituente Nazionale entro il 28 febbraio 2008.
In conformità a tali tempi è stato deciso di discutere le linee generali in Commissione per due sedute, dando poi compito al relatore di tracciare una griglia riassuntiva dei contenuti emersi e ad un Comitato ristretto la redazione materiale della bozza di Statuto da discutere in una nuova seduta della Commissione.
Passando ai contenuti, Vassallo ha proposto alcuni punti qualificanti della discussione in Commissione.
In primo luogo si è posto un problema di ambito e limiti della discussione da svolgere, in quanto, da una parte, “sono partite” pressoché in parallelo le 20 Assemblee Costituenti regionali, dall’altra, una serie di materie (ad esempio incompatibilità, ineleggibilità etc.) richiedono che le tre Commissioni (ma in particolare Statuto e Codice Etico) si raccordino tra loro.
Quest’ultimo aspetto è stato affidato al relatore mentre si è ipotizzata, e poi tenuta, una riunione con i presidenti delle Commissioni Statuto regionali per l’opportuno raccordo.
Il tema considerato chiave per la formulazione dello Statuto è quello del ricorso alle primarie, atteso che la prassi adottata nel 2005 e 2007 ha effettivamente fatto emergere una accresciuta partecipazione alla vita politica in ragione dello strumento.
Analogamente è stato posto in discussione il tema legato al ruolo delle associazioni tematiche, di genere, anagrafiche, per le quali il confronto verte soprattutto sull’eventualità di definirne una rappresentanza formale o considerarle forme che favoriscono la partecipazione ma senza configurare gerarchie precostituite.

Il Segretario Nazionale Walter Veltroni


Vassallo ha proposto inoltre alla Commissione di esaminare l’opportunità che lo Statuto regoli scuole di formazione del partito.
L’ultimo punto qualificante è relativo al regime transitorio.
Con riferimento al tema, che ritengo (come tanti altri) unico realmente politico, quello della forma partito, il dibattito ha registrato alcune posizioni più inclini ad attribuire il massimo di pregnanza politica al momento delle primarie (Garavaglia, Scalfarotto, Montanari, Adinolfi, Morando - pur con distinguo) ma la maggior parte degli interventi ha messo in evidenza :
- la necessità di diversificare lo status dei partecipanti da quello degli aderenti (ho registrato una certa preoccupazione a chiamarli iscritti !) al partito, sottolineando le prerogative stesse della scelta della forma partito e non movimento nonché mettendo in guardia dagli eccessi di investimento individuale connessi alle forme che enfatizzano il ruolo delle primarie (Salvati). L’opportunità di una graduazione dei diritti/doveri di partecipazione che non svilisca la militanza più attiva è stata sottolineata in molti interventi (Martano, Orlando, Barbera, Sereni… e il sottoscritto…).
- la necessità che, pur rispettando degli imprinting ( 50 e 50, primarie, struttura federale) già emersi, si ponga attenzione ai processi formativi delle proposte da sottoporre a primarie (Orlando, Salvati) nonché, per rispetto al carattere nazionale del partito, alle differenti forme di comunicazione attive nel mezzogiorno rispetto al Nord e in generale ad un radicamento territoriale della rappresentanza (Montanari, De Simone).
Altri interventi infine (Sereni e Franco) hanno sottolineato l’opportunità che la formulazione dello Statuto rifletta il cambio di attenzione sui temi e sui metodi introdotta dal massiccio ingresso delle donne e, più in generale, la necessità che sia assicurato un livello di democrazia interna tale da distinguere la legittimazione proveniente dal voto popolare da sistemi plebiscitari chiamati a ratificare decisioni i cui processi non risultano pienamente trasparenti.
La Commissione è tornata a riunirsi a Roma altre due volte (22 novembre e 22 dicembre 2007).

Il Comitato di redazione ha provveduto, dopo una serie di incontri, a stendere la bozza di Statuto (29 dicembre 2007), che verrà sottoposta all’esame della Commissione nella riunione prossima del 12 gennaio 2008.

La bozza è scaricabile cliccando, nella home page del blog, il link sotto il titolo “ Beccati i files di Ezio ! - http://ezio.democratico.googlepages.com/home

Invito tutti a leggerla prima del 12 gennaio 2008 e farmi avere contributi, critiche, suggerimenti e/o emendamenti (tramite il blog oppure inviando una email all’indirizzo eziotrabucchi@libero.it).





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Giovanni Bettini scrive... in vista dell'OTTO gennaio...



Ho ricevuto, come altri, il pezzo di Giovanni Bettini, che riporto integralmente di seguito.
Mi ha fatto pensare e fumare un sigaro.
Con la consueta finezza dialettica, mista ad una buona dose di sano sarcasmo (che a me non dispiace proprio), Bettini pone questioni serie.
Anche il sottoscritto ha partecipato all'incontro di ieri a Sondrio con il Segretario Regionale PD Martina, incontro che peraltro, con altri componenti del Coordinamento provinciale (Colamartino Maria Greca, Dioli e Tognetti), avevo chiesto nei giorni scorsi.
Martina conosce la situazione di Sondrio, gli è noto altresì che la candidatura di Molteni non è la candidatura del PD e sa in quale contesto è scaturita.
Ha condiviso molte preoccupazioni ed aspettative che, assieme ad altri amici, si cerca di sottolineare da tempo all'interno del PD provinciale.
Ha invitato il Coordinatore Costanzo a presentare una proposta e un percorso per le elezioni di Sondrio che tenga in considerazione il ruolo autorevole che deve assumere il PD.
Mi auguro, e credo che sia venuto da parte nostra un contributo significativo in questa direzione, che il prossimo 8 gennaio (riunione del Coordinamento Provinciale) si possa decidere affinchè, per dirla alla Bettini, il PD locale non si adegui "con mansueto tono minore alla sua apoliticità, senza disturbare con primarie la candidatura che spicca".
Il tutto con piedi saldi a terra, un pò di lucidità politica, un tantino di coraggio e almeno un briciolo di innovazione.
Ci vediamo l'OTTO.



Auguri al PD per il Post-Epifania.

E’ numerosa la tifoseria per un PD liberato dai personaggismi e dalle manovrine sotto traccia. Come pure sono numerosi coloro che sapevano – grazie al cip e ciop degli addetti ai lavori - dell’incontro “segreto” di ieri con il Segretario Regionale, ristretto ai contendenti e a pochi soggetti selezionati secondo loro anime politiche, improntate a saggezza anche se non vergini, ex-ricoprenti il settore perbene dell’arco costituzionale . Numerosissimi sono coloro che sperano nell’esito dell’incontro, cioè che abbia messo buoni cerotti sulle crepe, in modo che siapiù liscio possibile l’incontro plenario dell’8 gennaio. Che, insomma, il personaggio di grado più elevato abbia risolto la contesa tra i personaggi del livello appena sottostante; in coerenza con lo stile sapiente del centralismo partitocratrico.
A Martina si sarà spiegato il motivo per cui negli ultimi due anni per DS e Margherita la questione politica di Sondrio era fuori dall’agenda. Perché c’era Sondrio Democratica, che bastava. Martina si sarà chiesto come mai le due democraticità, di Sondrio e del neo-partito, si usmano poco, e anche questo sarà stato spiegato. Poi avranno spiegato, finalmente con coraggio, dopo tanti tabù, il caso Molteni: il sindaco che per due tornate elettorali aveva brillantemente ravvivato Sondrio, il suo capriccetto post-elezioni nazionali; la sua disponibilità a candidarsi mediante una doppietta di esternazioni: la prima improntata a spirito di sacrificio: “se proprio è necessario”; la seconda con plebiscitaria certezza, “la gente mi vuole!”. Gli avranno anche spiegato, ed è vero, che Molteni piace ancora tantissimo, per una dote naturale che sovrasta qualsiasi macchia di appartenenza o fede a partiti, nemmeno al pd; che Molteni si candida come attrattore di tutti coloro che vogliono bene a Sondrio, contando sul fatto che agli avversari resterebbero solo quelli che odiano la città. Non so se a Martina hanno spiegato che dell’ inesorabile successo di Molteni erano da tempo fermamente certi alcuni autorevoli DS ora aderenti al PD. Questi, nella fase costituente del PD, si sono fatti carico della strana indifferenza dei dirigenti DS e Margherita verso il problema Sondrio. E intelligentemente hanno sospinto la candidatura di Molteni, al di sopra delle formazioni politiche. Sussurrandola e adescando – con strategica intelligenza operativa – fuori dal recinto del centro-sinistra, con opinion leaders significativi per la loro influenza sul popolo. A qualcuno che su quei fronti voleva candidarsi gli allenatori di Molteni hanno spiegato che Molteni è per tutti ( roba da fare invidia anche a Dioli, teorizzatore di necessarie incursioni nel centrodestra in nome di convergenze parallele). Non so se è stato fatto un profilo di Schena, i cui atout rilevanti potrebbero pure essere presi in considerazione. Ma, se si è rimasti a Molteni, Martina deve essersi detto che Molteni e i suoi allenatori sono geniali, sanno come alzare le vele del consenso negli odierni venti politici; che ce ne vorrebbe di gente così anche a livello nazionale e a Milano! E avrà detto al PD locale di votare Molteni, adeguandosi con mansueto tono minore alla sua apoliticità, senza disturbare con primarie la candidatura che spicca. l’importante è vincere. Le primarie si motiverebbero caso mai per un confronto di coalizione fra Molteni e Schena e ancor di più se si individuassero altre candidature alternative a queste, da porre in primarie. Ma “bando alle schizzinosità - sembra dire la realpolitik - L’eleganza e la finezza teorico-politica del percorso vanno in secondo piano”. Giovanni Bettini

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Il Segretario regionale PD Maurizio Martina ha fatto visita a Sondrio

Maurizio Martina a colloquio con il Vice Segretario nazionale Dario Franceschini


Nella giornata di ieri il Segretario Regionale PD Maurizio Martina, accompagnato dal Responsabile Enti locali Alessandro Alfieri, ha fatto visita a Sondrio, incontrando il Coordinatore Provinciale Costanzo e altri dirigenti locali del PD. Due in particolare i temi toccati da Martina: gestione collegiale del Partito in una fase, quella attuale, ancora delicata per vari aspetti e non sottovalutazione delle primarie di Partito in vista delle elezioni amministrative di Sondrio. Quest'ultimo argomento sarà oggetto della riunione del Coordinamento Provinciale di martedì 8 gennaio 2008.

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Loris Dal Molin: "A proposito di primarie a Sondrio..."

In data 22 dicembre 2007, abbiamo ricevuto e pubblicato una nota di 9 dirigenti della CISL di Sondrio (Dal Molin Loris, Bordoni Mario, Spini Giovanni, Fassin Ivan, Miotti Massimo, Manini Danilo, Quattrini Cristiano, Fedele Michele, Moraschinelli Luca), indirizzata anche alla stampa locale.
Si trattava di un contributo importante alla discussione in merito alle primarie del PD per le elezioni amministrative di Sondrio.
Uno dei firmatari della nota predetta, Loris Dal Molin, ha inviato la lettera, che riportiamo, al quotidiano "La Provincia di Sondrio", a commento dell'articolo apparso sul giornale.

Al quotidiano “LA PROVINCIA"

A PROPOSITO DI PRIMARIE A SONDRIO

Sulla vostra stampa del 23 u.s. È apparso un articolo ”Trabucchi non è la Margherita” in cui si richiamava un documento sottoscritto da “alcuni sindacalisti della Cisl”.
L'articolo a mio vedere ha velatamente e spero non volutamente permesso di travisare il senso dell'iniziativa.
La stessa è stata infatti “collocata dentro” una logica di diatriba tra alcuni esponenti politici e per di più permettendo l'impressione di essere al servizio di alcuni di essi, oltre a poter essere letta come iniziativa “targata CISL”.
Voglio specificare qui che NULLA di TUTTO CIO' è attribuibile ai firmatari, ed è quindi necessario da subito sgombrare l'equivoco che rischia se non chiarito di prestare il fianco a cattive interpretazioni se non a strumentalizzazioni.
Or bene, si è trattata di una iniziativa (la nostra) a titolo ESCLUSIVAMENTE PERSONALE e non a titolo DELL'ORGANIZZAZIONE.
Tant'è che nel documento non si trattano temi sindacali, nè si richiama l'organizzazione stessa, tantomeno lo si sottoscrive a nome delle rispettive rappresentanze.
Lo stesso non è stato arricchito da altri firmatari per motivi semplicemente logistici, di messa in stampa per tempo, non potendo alla vigilia delle feste “andare in piazza“ a raccogliere altre firme, sicuramente raccoglibili “trasversalmente”.
Non trattasi quindi di caduta di autonomia da parte dei firmatari, ma di simbolica volontà di patecipazione ad un processo che dovrebbe a mio vedere coinvolgere la cittadinanza; non a caso i firmatari sono in gran parte sondraschi o gravitanti sul capoluogo e SI SONO ESPRESSI IN QUANTO TALI.
Non si tratta di caduta di autonomia quindi, come rischia di emergere dalla lettura sommaria dell'articolo rispetto al documento integrale, la Cisl in quanto tale se vorrà dire la sua in merito lo farebbe o tramite i propri organismi o tramite i propri DIRIGENTI firmandosi in quanto tali.
Autonomia, per me, non significa stare agnosticamente alla finestra “a guardare la gente che passa”, bensì patecipare alla politica senza mischiare i ruoli rispettivi e senza logiche di suddittanza o obbedienza ad esterni l'organizzaione, ma neanche secondo una concezione un po' “bigotta” della stessa che vedrebbe come “peccaminosa” una partecipazione anche solo personale dei sindacalisti alla politica, per altro altri dirigenti sono già opportunamente intervenuti nei dibattiti inerenti la politica, non solo del capoluogo.
Sperando quindi di avere voce nello spiegare l'equivoco involontariamente creatosi e che se non chiarito rischia di lasciar vedere per forza “la volpe nel pollaio”, resta il problema principe come riportato nel documento: ”come ridare dignità alla politica e voce e partecipazione ai cittadini di Sondrio se non attraverso le primarie” strumento principe per una nuova partecipazione atta ad evitare che la politica resti di proprietà dei soliti professionisti della stessa.

Dal Molin Loris

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mercoledì 2 gennaio 2008

L'intervento di Ruina (Rifondazione comunista) sulle prossime elezioni di Sondrio

Riporto integralmente l'intervento di Carlo Ruina in merito alle prossime elezioni amministrative di Sondrio, pubblicato sulla "Provincia" il 30 dicembre 2007.
Chiunque può esprimere un commento... se vuole tramite il blog.
Anch'io lo farò presto. Vi sono spunti interessanti...







Le primarie: uno strumento utile per scegliere, ma che siano di coalizione...
di Carlo Ruina, già capogruppo di Rifondazione al Comune di Sondrio

Primarie sì, primarie no, primarie quali? Sono sollecitato ad intervenire su questo argomento, relativo alle candidature a sindaco nelle elezioni della primavera prossima al Comune di Sondrio, dall'acceso dibattito che sta suscitando nel Partito Democratico e dintorni. Premetto che considero le primarie uno strumento possibile per individuare un candidato o una candidata "forte" in grado di competere elettoralmente, non le considero un dogma assoluto, valido in sé e per sé. Ritengo preliminari alla decisione sulla scelta delle primarie tre elementi: l'individuazione dello schieramento politico destinato a competere, alcune linee programmatiche di fondo, la presenza di più candidature. Il primo punto, lo schieramento: sono convinto, come qualsiasi persona di buon senso, che non esista in Sondrio nessun partito in grado di vincere da solo le elezioni comunali, il che obbliga ad una logica di coalizione. Tale coalizione deve essere sufficientemente ampia da poter vincere e sufficientemente coesa da poter amministrare (aspetto quest'ultimo che è mancato al Centro -Destra). Per quanto riguarda l'ampiezza della coalizione serve non solo una coalizione di partiti, ma anche l'apporto di liste civiche, di liste del sindaco ed in primis di quella formazione, denominata Sondrio Democratica, che è risultata la più votata dai Sondriesi dal 1994 al 2003. Da che cosa partire per costruire questa coalizione ampia? Veniamo qui al secondo aspetto: quello della coesione. Sono convinto che il punto di partenza non possa che essere quell'insieme di formazioni che in Comune hanno esercitato il ruolo dell'opposizione in una situazione di estrema difficoltà in cui le più elementari regole della democrazia venivano calpestate. In questo quadro le forze di Centro-Sinistra hanno dato prova di compattezza sulla maggior parte dei temi in discussione e sugli atteggiamenti da assumere. Mi sembra dunque questo il "nucleo forte" da cui partire, per allargarlo a quanti condividano un programma comune; questo ragionamento è ancora più valido nel momento in cui le forze politiche del Centro-Destra prendono, tutte, le distanze dall'amministrazione Bianchini, come se non fossero tutte, dalla Lega all'Udc, da Forza Italia ai Retici ad An, corresponsabili del disastro di cui è stata vittima la città di Sondrio, disastro di cui la stragrande maggioranza dei sondriesi è perfettamente cosciente. Nel definire l'ampiezza della coalizione una prima discriminante è necessaria: nessun accordo è possibile con chi è stato corresponsabile di quel "disastro annunciato", per il resto massima apertura. Sulle questioni di programma mi soffermo poco, perché questo è in larga parte dettato da una sola parola d'ordine: risanamento, rispetto ai guasti causati da una amministrazione nello stesso tempo incapace e megalomane, che nulla ha portato a compimento, che molto ha fatto a favore della speculazione edilizia e dei poteri forti e i cui simboli sono il "buco infinito" di piazza Garibaldi e gli "ecomostri" del Moncucco; per portare a termine il necessario risanamento servono pazienza, competenza ed umiltà, oltre che poche linee programmatiche forti: un piano di Governo del Territorio che limiti al massimo l'edificabilità e tagli le unghie alla speculazione edilizia, una meticolosa attenzione per la cura dell'ambiente e del territorio, il rilancio dei servizi al cittadino, un recupero di "vitalità" sul piano della cultura, del divertimento, del piacere e dell'allegria del vivere, del comunicare, per essere insomma una città solidale e socialmente coesa, provvista di una propria identità, non chiusa ed anonima. Da ultimo il tema delle candidature a sindaco di Sondrio e quindi delle primarie: è del tutto ovvio che alla città di Sondrio serve un sindaco capace ed autorevole; attualmente, per quanto riguarda l'area a cui facevo riferimento sopra, è in campo la candidatura di Alcide Molteni ed è ventilata quella di Angelo Schena, persone che rispondono ai requisiti di cui sopra, altre candidature non sono attualmente in campo; come procedere dunque? Fare delle primarie di "partito" come sembrano volere alcuni settori del Partito Democratico? Non è invece più semplice, più democratico, più corretto, in presenza di una pluralità di candidature svolgere delle primarie di "area", di coalizione, sul modello di quelle che hanno portato in campo nazionale alla designazione di Prodi? Si stendano dunque, una volta fatta chiarezza su quale debba essere la coalizione in corsa, delle semplici linee di programma da arricchire successivamente e scendano in campo per delle "primarie di coalizione" quanti siano disponibili a concorrere, senza furbizie e pretattiche, alla carica di sindaco, a meno che tutti si converga su una figura da tutti considerata valida; ciò che escludo in modo assoluto è che il candidato sindaco possa essere designato da una sorta di "partito unico", con primarie o senza primarie.

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Commenti, email... e ruolo del moderatore

Cari lettori,
dal 27 dicembre scorso è attiva "la statistica" che evidenzia il numero di visite al blog.
Ad oggi il numero è ben superiore alle aspettative... bene...
Riceviamo anche i primi commenti, tutti pubblicati, nonostante l'anonimato di qualcuno e "qualche parola di troppo"...
Resta inteso che sarebbe dignitoso e serio per tutti sottoscrivere il proprio commento; in ogni caso, qualora si superasse il limite (come si suol dire...), è (e sarà) mio dovere non pubblicare il commento (che comunque conserverai "agli atti")...
Ricevo anche delle email , relative al PD e/o a quanto scritto sul blog, che riporto:

(2 gennaio 2008)
Caro Ezio,
condivido, ovviamente, il tuo "augurio 2008 per il PD". Se non per questo per che cosa avremmmo fatto tutto ciò? un unico distinguo: sulle "convergenze parallele",che evocano qualcosa del passato che non è andato molto bene. Io auspicherei piuttosto, come nella logica di quanto sin qui fatto, delle convergenze per fusione. Una fusione che, contro ogni legge chimica, da fredda si scaldi sempre più. Per favorire questo processo consiglierei di guardare, d'ora in poi, più che ai posti (che hanno la loro importanza, non lo nego) ai contenuti di quello che si fa. Su questi il dibattito e anche lo scontro, ma esclusivamente interno, saranno utili e, quindi, auspicabili. BUON ANNO A TUTTI. Egidio Melè
(29 dicembre 2007)
Grazie Ezio per l'iniziativa e per avermene informato, ciao e buone feste. Fiorello Cortiana

(26 dicembre 2007 - indirizzata a me e ad altri amici del PD)
Cari amici è bello leggere tante e lunghe ed istruttive riflessioni, ma qui si corre il rischio di parlarsi addosso tutti insieme.
Mi preoccupano i tira e molla sottobanco perchè mi riportano ad un passato che credevo lontano. Il PD è una cosa diversa e credo che se qualcuno vuole riportare al suo interno le vecchie logiche secondo me si mette fuori da questo partito.
A chi mette in discussione Costanzo vorrei ricordare che se le regole per la sua elezione, piacciano o no, sono state rispettate, ogni azione diretta a delegittimarlo sono da respingere.
Così come chi mette in discussione le primarie per il sindaco di Sondrio non mi trova d'accordo. Vogliamo o no far capire alla gente che siamo un partito nuovo?
Il partito è nuovo se, per esempio, la sua attività, interna ed esterna, è trasparente, qualità che ha a che fare con la democrazia. O no?
Buon Anno a tutti. Egidio Melè

Anna Puccio, componente esecutivo regionale PD

(24 dicembre 2007 - indirizzata a me e ad altri amici del PD)

Auguri a tutti di un 2008 che sia il più vicino possibile ai desiderata.
Stringiamci a coorte, intanto, per il prode Romano: e proteggiamo l'esile fiammettina (senza connotazioni destro-xenofobe, naturalmente) di questa legislatura.
C'è solo una parola per descrivere il clima politico: volgare.
Curioso lo scambio di telefonate Saccà-Berlusconi e curiosissimo il silenzio-assenzio (dovevano essere ubriachi, concedetemi il riferimento francese) di tutta la classe politica, nel suo continuum da destra a sinistra (con eccezione sempre di Prodi, ovviamente, unica persona stimata e stimabile).
Tutti a levarsi in difesa della privacy e nessuno a ricordare quanto il buon Rodotà insegnava e insegna: la privacy di un politico è limitata qualora si ravvisi nelle sue conversazioni un riferimento all'interesse pubblico.
Situazione volgare, a livello nazionale, anche per il tristo percorso, in seconda e terza lettura, di una finanziaria sciatta e francamente imbarazzante in alcuni suoi tratti: il denaro sottratto alla ricerca in favore dei camionisti mafiosi in protesta; gli emendamenti di Bordon per il finanziamento degli idrovolanti che colleghino le piccole isole.
Situazione volgare a livello locale: accanto ai gazebo deserti di Sondrio Accesa (ma la questura parla di 10 milioni di firme raccolte), i manifesti del polo civico di centro in avvicinamento al movimento fascistoide di Romualdi.
Divertente che l'arcinoto fedele alla repubblica di Salò raccogliesse firme di fronte alla Popolare di piazza Garibaldi diffondendo a tutto volume canzoni del regime e lanciando due volte un saluto romano collettivo (quella cosa che si chiama Costituzione parla di apologia del fascismo?).
Si nota per assenza il progetto del centro-sinistra che, da una situazione che avrebbe dovuto cavalcare, si trova legato per un piede al cavallo in corsa, come il cadavere di Ettore portato in trionfo dal furiosissimo Achille.
Ora una delegazione da Troia partirà in avanscoperta con le primarie per cercare di recuperare pieno possesso del corpo, e con esso forse dei propri pensieri.
So che si tratta di una mail a gamba tesa, ma per il momento è quello che mi sento di dire per presentare la mia posizione.
Sinceramente non mi piace proprio il modo di comunicare, o di non comunicare, del centro-sinistra: mezze promesse, finte attenzioni a temi mai giudicati importanti (sarò noiosamente ripetitivo: alludo alla Biblioteca Credaro), realissime presenze agli eventi di cui sopra in parentesi delle massime cariche di rappresentanza.
Io sono all'estero e avevo manifestato le mie perplessità su un mio coinvolgimento nel partito proprio per l'impossibilità pratica di partecipare alle riunioni: dato che la dirigenza mi aveva assicurato che si sarebbe trovato un modo di coinvolgere, ho atteso sereno.
Dopo 4 mesi, mi pare che questa semplicità e inclusività della comunicazione manchino: approfitto, invece, a tal proposito, per fare gli auguri ad Ezio Trabucchi ed al suo blog.
I blog, piaccia o non piaccia, sono il sale della democrazia: come Internet.
A chi mi rispondesse che questa è un'osservazione snob, calata in un contesto non ancora pronto e più avvezzo alle riunioni fisiche, rispondo che trovo molto più snob che la Valtellina creda ancora di poter fare a meno di un'apertura sul mondo.
Credo di avere già esposto questo argomento in una lettera passata, ma il momento era delicato e si è preferito non leggerla.
Altro breve capitoletto: non mi piace il modo valtellinese di considerare tutto 'per categorie'.
Scrivi un libro e sei scrittore, lavori in un'università estera e sei 'ricercatore all'estero'. Ti eleggono in parlamento e sei onorevole a vita.
Questa dimensione da bar è piuttosto povera di contenuti e pericolosamente carica di personalismi e sfide incrociate: mi associo alle riflessioni di Giovanni. Sondrio poteva e potrebbe essere un laboratorio innovativo.
Fino ad ora la nostra canzone dovrebbe invece essere: due elefanti si dondolavano sopra un filo di ragnatela e, trovando la cosa interessante, andarono a chiamare un altro elefante...
Non credo nella contiguità con poteri forti di cui essere succubi: poche settimane fa è uscito un pauroso articolo su Corriere Economia che metteva in discussione la relazione finale sul bilancio della Popolare di Sondrio per operazioni finanziarie molto molto dubbie in cui l'istituto è rimasto coinvolto. Non mi pare se ne sia parlato a sufficienza nè a livello di stampa locale, nè a livello di mondo della politica (sempre locale).
La contiguità coi poteri forti porta dritto alle telefonate stile "Berlusconi-Saccà" con il surreale bellissimo "lei-tu" dal sapore di eternità.
Sono del PD perchè credo nella necessità di costruire un progetto riformista laico e veramente libero: non un barocco istituzionalizzato in cui i ruoli sono bloccati, c'è una consapevole e teleguidata isteresi della crisi e le persone pensano sempre che 'il momento è troppo delicato per intervenire adesso'.
Concludo con due riferimenti letterari: lo sguardo di lungo periodo non è il 'ti amerò fino all'ultimo giorno della mia vita'; è piuttosto 'essere innamorati ogni giorno'.
E questo PD andrebbe costruito proprio così: non con un obiettivo lontano, necessariamente miope, in cui alcuni controllano i fili del percorso con troppo vantaggio sugli altri.
L'articolo del New York Times diceva una cosa vera: l'Italia è un paese triste. Dovrebbe imparare ad essere felice e consapevole.
Per cui, a tutti gli Scrooge che leggeranno questa email, auguro che appaia loro lo spirito della legislatura passata, quello della legislatura presente e quello della legislatura futura.
E che si innamorino del PD per la voglia di essere liberi e costruire una piccola solidissima felicità.
Un saluto, tra qualche tempo proporrò qualche suggerimento su bike sharing e sistema bibliotecario, sperando che possano essere contributi validi alla discussione. Luciano Canova




Gian Antonio Girelli, componente esecutivo regionale PD

(24 dicembre 2007 - indirizzata a me e ad altri amici del PD)
La città grigia nella fusione fredda
E’ di questi giorni un elogio da parte della CIPRA (Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi) alle virtuosità delle “Città Alpine” insignite annualmente. Ma i vessilli inalberati da Sondrio in questo 2007 hanno coinciso con un progressivo degrado delle qualità del capoluogo. E’ un fatto percepibile, nel rigonfiamento del corpaccione edilizio senza corrispondente qualità urbanistica, nella pervasività del traffico, nell’inquietante immobilità del gran buco in Piazza Garibaldi. E in altre varie forme di sciatteria. Un grigiore che contrasta con percepibili aspetti di vitalità, di migliore qualità, negli altri capoluoghi di mandamento. Al basso profilo delle capacità programmatorie e di qualificazione da parte della compagine governante si era da tempo aggiunto un vacillare continuo della Giunta. Questa situazione – di spicco nel sonnolento panorama amministrativo provinciale - affiancava da oltre un anno il percorso di avvicinamento di DS e Margherita alla loro fusione nel Partito Democratico. Un “laboratorio Sondrio” sarebbe stato un bell’allenamento per affiatamenti in progettualità politica. E’ pur vero che la presenza dell’area di centrosinistra nel Consiglio comunale fa essenzialmente capo alla compagine “Sondrio Democratica”, inventata con acume astuto e creativo nella fase della crisi dei partiti “anni ’90”. Ma è stupefacente che un corposo partito nazionale, quale i Ds, abbia lungamente dato le vicende della città in blindato appalto alla pur meritoria Sondrio Democratica, evitando proprie attenzioni riflessive propositive, su una vicenda come quella del capoluogo, nella quale il centro destra ha mostrato palese vulnerabilità. C’erano in realtà equilibri politici interni personalistici, e scarsa trasparenza, a impedirlo. Dalla parte della Margherita petali importanti hanno continuato a guardare, a loro volta, con sospettosa diffidenza alle relazioni DS-Sondrio Democratica, considerate come manovra poco chiara a fini egemonici non trasparenti. Fattostà che il crollo della giunta Bianchini ha fatto irruzione in perfetta contemporaneità con gli esiti delle primarie del PD in salsa valtellinese. Esiti molto positivi per le oltre 4600 firme! Sicuramente mobilitate dallo spessore innovativo nazionale ed anche da uno zelante lavoro a livello provinciale. Forte predominanza per Veltroni. Esito caldo dentro l’opinione pubblica diffusa. Ma fusione fredda nella camera da letto, tra i dirigenti DS e dirigenti Margherita. In realtà l’Associazione per il PD, che nell’operazione doveva essere la facciata di società civile, non ha avuto protagonismo. Hanno predominato le segreterie partitiche. Nella gestazione c’è stata una diplomatizzazione per forza maggiore, tra DS e una Margherita dilaniata all’interno. Una diplomatizzazione forzosa che non ha sciolto con chiarezza le annose ruggini tra personaggi. Circolazione nei DS di giudizi di tromboneria al Dioli, minimizzazione del ruolo del Corriere della Valtellina. I DS visti, da petali della Margherita, come pericolosi manovratori comunisti poco post, anche nella vicenda delle primarie. Gli scontri, all’indomani dell’esito, dentro il ristretto manipolo degli eletti locali, è stato soprattutto frutto di scompaginamenti nella ex Margherita e gli ex DS pensavano di lenirlo, con lo stile tardocomunista di far fuori le cose dentro le segrete stanze, senza aprire salutari finestre partecipative . Li la faccenda si è incancrenita e sono cominciati gli outing sui giornali, nelle mail, nei blog. Aspetto nuovo, anche positivo, perché no? Outing che hanno stupefatto molti dei 4600 e oltre, sognanti la fusione dal respiro politico caldo, il voltare pagina innovativo. Magari pensavano che il dibattito tra i pochi fervesse culturalmente nel cercare mediazioni tra cattolici e laici… o sui temi eticamente sensibili… oppure per la traduzione tra Spluga e Stelvio degli innovativi afflati nazionali…. E mentre tutto questo freddo avveniva, la botta calda delle migliaia di firme dal sapore centro-sinistro ha dato la stura a spiazzanti autocandidature, outsider rispetto al PD, di Molteni e Schena. Entrambi assai ragguardevoli, sia pure in modo diverso e soprattutto in combinata. Mentre sbavature dilettantesche succedevano nella cabina provvisoria del PD, il recupero-rilancio di Molteni (voluto direttamente dalla gente come un Berlusconi in versione virtuosa) avveniva da parte di bravi allenatori, annusatori professionisti dell’umoralità pubblica. Schena dal canto suo si è fatto tutta la naia, dentro il consiglio comunale, al fronte Bianchini. Una militanza lodevole dopo avere sfiorato la vittoria, perdendola per i voti di una contadina inopinatamente trascurata. Un’esperienza politica che equilibria bene il ragguardevole lignaggio e le contiguità con poteri forti, illuminati anche nel fare i veri urbanisti efficienti, stufi di sopportare le pochezze della giunta ora fallita. Da pezzi del PD si leva lo strillo pro-primarie palingenetiche. Particolarmente accaldato e culturalmente autorevole quello dell’amico Ivan Fassin. Affascinante. Ma se il PD locale non compie un deciso balzo di respiro politico le primarie per le elezioni a Sondrio possono essere un bagno sociale a rischio di doccia fredda. Meno vincente delle alzate di ingegno già delineatesi. Pesa il ritardo di DS , Margherita, e ora PD, nel promuovere dibattito politico-culturale aperto sulla città. Caro Ivan notoriamente affascinato da Bauman, ci si inoltra nella politica liquida ,che ha il suo fascino. E’ la politica delle individualità, scompaginanti, nello spazio della raccolta del consenso lasciato libero dal declino dei partiti. Speriamo insieme, certo, che non si arrivi in men che non si dica alla liquefazione-liquidazione della politica. Giovanni Bettini


Matteo Mauri, componente esecutivo regionale PD

(18 dicembre 2007 - indirizzata a me e ad altri amici del PD)

Auguro a voi e alle vostre famiglie un Buon Natale e Felice Anno Nuovo. Angelo Costanzo

(18 dicembre 2007 - indirizzata a me e ad altri amici del PD)

Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali, come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo.
(dall'ultima lettera di Aldo Moro alla moglie Eleonora)
Cari tutti,
in attesa di vedervi alla prossima riunione, nel dubbio che qualcuno non possa essere presente, colgo l'occasione per porgere a tutti voi i migliori auguri di Buone Feste...
Un caro saluto! Irene Bertoletti


(17 dicembre 2007)

Caro Ezio,
ti ringrazio per le informazioni. Condivido le valutazioni contenute nella tua intervista, così come confermo che le primarie sono irrinunciabili. Se non ci saranno candidati si vedrà il da farsi. Ho sempre criticato le liste bloccate per le assemblee costituenti il PD e rimango convinto sia stata una incoerenza rispetto ai valori proclamati. da questo Partito Nuovo mi aspetterei regole e comportamenti trasparenti, cosa che non mi pare essere al 100%.
Saluti. Egidio Melè

(16 dicembre 2007 - indirizzata a me e ad altri amici del PD)

Cari amici, prendo lo spunto anch'io dall' ultima comunicazione di Costanzo, al quale ho già dato la mia disponibilità ad inserire nel pc i dati delle primarie del 14 ottobre. E mi allaccio al " grido di dolore" di Chiarelli ed al suo sgomento, che condivido, per la brutta sensazione che mi fanno vivere sia le vicende nazionali, per quel senso di "inciucio" che il rapporto traVeltroni e Berlusconi mi suscita, sia la situazione locale allorchè, alla vigilia delle elezioni per il sindaco, come PD non siamo in grado di affermare che il nostro candidato non può che uscire dalle primarie. Egidio Melè

(14 dicembre 2007 - indirizzata a me e ad altri amici del PD)

Cari amici, riprendo in parte lo spunto offerto da Luciano Canova e da Giovanni Bettini apparso sulla "Provincia" di ieri . Non parlerò delle elezioni amministrative di Sondrio (date Sondrio ai sondriesi...), anche se, confesso, il silenzio mi preoccupa, perchè dietro i silenzi immagino cucine assai poco "democratiche" al lavoro. I tempi (2008) della costruzione degli organismi provinciali e dei circoli fanno sì che i luoghi tipici del dibattito e del confronto, anche sui temi che non riguardano solo il nostro ombelico locale, si allontanino. Ringrazio Angelo Costanzo di averci fatto conoscere l'agenda dei prossimi mesi e mi rendo disponibile a dare una mano per la costruzione dell'indirizzario dei sostenitori del PD (atto che considero POLITICO, non tecnico). In attesa di uno strumento di comunicazione telematica sotto l'egida del PD (il forum del sito dsonline non è più il luogo giusto per discutere di questo), affido alla vecchia posta elettronica e al mio indirizzario lo sconcerto (condiviso da tanti nostri simpatizzanti coi quali chi non vive sulla luna è a contatto) davanti a due atti politici importanti del nostro partito:
l'evidente abbandono del bipolarismo, solo mitigato da tecnicismi elettorali che nessuno potrebbe spiegare agli italiani.
la confusione (per non dire la deriva) sui temi etici e sulla laicità della politica.
Lo dico in modo sintetico, rinviando (spero) ad altra occasione un'argomentazione più ampia: Fini ha ragione da vendere e non si possono truffare gli elettori non dicendo PRIMA delle elezioni con chi si vuole governare. M'aspetto che il mio partito non tradisca la svolta del 1993 sancita da un referendum e abbia capito che la sconfitta nel referendum del 1999 (mancato quorum, ricordate?) sia stata la madre di molte altre. Se la tentazione è quella dei due forni di antica memoria, qualcuno non ha capito che il ventesimo secolo è finito. O ritiene davvero che (Berlusconi insegna) i cittadini non abbiano alcuna memoria e si può fare e disfare a proprio piacimento.
Lo sberlone della senatrice Binetti al governo, il ritiro di questi giorni a Roma della delibera comunale sulle unioni civili (delibera già concordata, discussa, mediata e digerita nei mesi scorsi, con metodo ineccepibile) sono segnali che definire preoccupanti è eufemistico. Il PD ha paura dell'iniziativa (anche in Valle) del gruppo di Pezzotta e vuole diventare (di fatto) partito confessionale? Scopriremo che si chiacchiera e poi, al momento di decidere, conterà quello che c'è scritto sull'"Avvenire" della settimana scorsa? Torna la contrapposizione fra l'etica dei principi e quella della responsabilità? Se Oltretevere si punta il dito (com'è successo) contro l'ONU e le sue agenzie dobbiamo aspettarci un cambiamento nella politica estera italiana?Volete un tema locale su cui riflettere? Mentre noi ci balocchiamo coi veti personali, col raffinato lavoro di indebolimento dei compagni di cordata (dimenticandoci che siamo legati in sicurezza insieme), il nostro territorio vive un'autentica emergenza etica e civile sui temi del razzismo. Le scuole fanno fatica a organizzare la giornata della memoria, anche perchè una delle proposte sul tappeto vede un momento di ricordo dello sterminio del popolo rom. Ce n'è abbastanza, per oggi e per impostare un'agenda "democratica" per il 2008.Saluti e auguri. Daniele Chiarelli

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