Maurizio Martina a colloquio con il Vice Segretario nazionale Dario Franceschinivenerdì 4 gennaio 2008
Il Segretario regionale PD Maurizio Martina ha fatto visita a Sondrio
Maurizio Martina a colloquio con il Vice Segretario nazionale Dario Franceschini
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Ezio Trabucchi
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Loris Dal Molin: "A proposito di primarie a Sondrio..."
In data 22 dicembre 2007, abbiamo ricevuto e pubblicato una nota di 9 dirigenti della CISL di Sondrio (Dal Molin Loris, Bordoni Mario, Spini Giovanni, Fassin Ivan, Miotti Massimo, Manini Danilo, Quattrini Cristiano, Fedele Michele, Moraschinelli Luca), indirizzata anche alla stampa locale.
Si trattava di un contributo importante alla discussione in merito alle primarie del PD per le elezioni amministrative di Sondrio.
Uno dei firmatari della nota predetta, Loris Dal Molin, ha inviato la lettera, che riportiamo, al quotidiano "La Provincia di Sondrio", a commento dell'articolo apparso sul giornale.
Al quotidiano “LA PROVINCIA"
A PROPOSITO DI PRIMARIE A SONDRIO
Sulla vostra stampa del 23 u.s. È apparso un articolo ”Trabucchi non è la Margherita” in cui si richiamava un documento sottoscritto da “alcuni sindacalisti della Cisl”.
L'articolo a mio vedere ha velatamente e spero non volutamente permesso di travisare il senso dell'iniziativa.
La stessa è stata infatti “collocata dentro” una logica di diatriba tra alcuni esponenti politici e per di più permettendo l'impressione di essere al servizio di alcuni di essi, oltre a poter essere letta come iniziativa “targata CISL”.
Voglio specificare qui che NULLA di TUTTO CIO' è attribuibile ai firmatari, ed è quindi necessario da subito sgombrare l'equivoco che rischia se non chiarito di prestare il fianco a cattive interpretazioni se non a strumentalizzazioni.
Or bene, si è trattata di una iniziativa (la nostra) a titolo ESCLUSIVAMENTE PERSONALE e non a titolo DELL'ORGANIZZAZIONE.
Tant'è che nel documento non si trattano temi sindacali, nè si richiama l'organizzazione stessa, tantomeno lo si sottoscrive a nome delle rispettive rappresentanze.
Lo stesso non è stato arricchito da altri firmatari per motivi semplicemente logistici, di messa in stampa per tempo, non potendo alla vigilia delle feste “andare in piazza“ a raccogliere altre firme, sicuramente raccoglibili “trasversalmente”.
Non trattasi quindi di caduta di autonomia da parte dei firmatari, ma di simbolica volontà di patecipazione ad un processo che dovrebbe a mio vedere coinvolgere la cittadinanza; non a caso i firmatari sono in gran parte sondraschi o gravitanti sul capoluogo e SI SONO ESPRESSI IN QUANTO TALI.
Non si tratta di caduta di autonomia quindi, come rischia di emergere dalla lettura sommaria dell'articolo rispetto al documento integrale, la Cisl in quanto tale se vorrà dire la sua in merito lo farebbe o tramite i propri organismi o tramite i propri DIRIGENTI firmandosi in quanto tali.
Autonomia, per me, non significa stare agnosticamente alla finestra “a guardare la gente che passa”, bensì patecipare alla politica senza mischiare i ruoli rispettivi e senza logiche di suddittanza o obbedienza ad esterni l'organizzaione, ma neanche secondo una concezione un po' “bigotta” della stessa che vedrebbe come “peccaminosa” una partecipazione anche solo personale dei sindacalisti alla politica, per altro altri dirigenti sono già opportunamente intervenuti nei dibattiti inerenti la politica, non solo del capoluogo.
Sperando quindi di avere voce nello spiegare l'equivoco involontariamente creatosi e che se non chiarito rischia di lasciar vedere per forza “la volpe nel pollaio”, resta il problema principe come riportato nel documento: ”come ridare dignità alla politica e voce e partecipazione ai cittadini di Sondrio se non attraverso le primarie” strumento principe per una nuova partecipazione atta ad evitare che la politica resti di proprietà dei soliti professionisti della stessa.
Dal Molin Loris
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Ezio Trabucchi
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mercoledì 2 gennaio 2008
L'intervento di Ruina (Rifondazione comunista) sulle prossime elezioni di Sondrio
Riporto integralmente l'intervento di Carlo Ruina in merito alle prossime elezioni amministrative di Sondrio, pubblicato sulla "Provincia" il 30 dicembre 2007.
Chiunque può esprimere un commento... se vuole tramite il blog.
Anch'io lo farò presto. Vi sono spunti interessanti...
Le primarie: uno strumento utile per scegliere, ma che siano di coalizione...
di Carlo Ruina, già capogruppo di Rifondazione al Comune di Sondrio
Primarie sì, primarie no, primarie quali? Sono sollecitato ad intervenire su questo argomento, relativo alle candidature a sindaco nelle elezioni della primavera prossima al Comune di Sondrio, dall'acceso dibattito che sta suscitando nel Partito Democratico e dintorni. Premetto che considero le primarie uno strumento possibile per individuare un candidato o una candidata "forte" in grado di competere elettoralmente, non le considero un dogma assoluto, valido in sé e per sé. Ritengo preliminari alla decisione sulla scelta delle primarie tre elementi: l'individuazione dello schieramento politico destinato a competere, alcune linee programmatiche di fondo, la presenza di più candidature. Il primo punto, lo schieramento: sono convinto, come qualsiasi persona di buon senso, che non esista in Sondrio nessun partito in grado di vincere da solo le elezioni comunali, il che obbliga ad una logica di coalizione. Tale coalizione deve essere sufficientemente ampia da poter vincere e sufficientemente coesa da poter amministrare (aspetto quest'ultimo che è mancato al Centro -Destra). Per quanto riguarda l'ampiezza della coalizione serve non solo una coalizione di partiti, ma anche l'apporto di liste civiche, di liste del sindaco ed in primis di quella formazione, denominata Sondrio Democratica, che è risultata la più votata dai Sondriesi dal 1994 al 2003. Da che cosa partire per costruire questa coalizione ampia? Veniamo qui al secondo aspetto: quello della coesione. Sono convinto che il punto di partenza non possa che essere quell'insieme di formazioni che in Comune hanno esercitato il ruolo dell'opposizione in una situazione di estrema difficoltà in cui le più elementari regole della democrazia venivano calpestate. In questo quadro le forze di Centro-Sinistra hanno dato prova di compattezza sulla maggior parte dei temi in discussione e sugli atteggiamenti da assumere. Mi sembra dunque questo il "nucleo forte" da cui partire, per allargarlo a quanti condividano un programma comune; questo ragionamento è ancora più valido nel momento in cui le forze politiche del Centro-Destra prendono, tutte, le distanze dall'amministrazione Bianchini, come se non fossero tutte, dalla Lega all'Udc, da Forza Italia ai Retici ad An, corresponsabili del disastro di cui è stata vittima la città di Sondrio, disastro di cui la stragrande maggioranza dei sondriesi è perfettamente cosciente. Nel definire l'ampiezza della coalizione una prima discriminante è necessaria: nessun accordo è possibile con chi è stato corresponsabile di quel "disastro annunciato", per il resto massima apertura. Sulle questioni di programma mi soffermo poco, perché questo è in larga parte dettato da una sola parola d'ordine: risanamento, rispetto ai guasti causati da una amministrazione nello stesso tempo incapace e megalomane, che nulla ha portato a compimento, che molto ha fatto a favore della speculazione edilizia e dei poteri forti e i cui simboli sono il "buco infinito" di piazza Garibaldi e gli "ecomostri" del Moncucco; per portare a termine il necessario risanamento servono pazienza, competenza ed umiltà, oltre che poche linee programmatiche forti: un piano di Governo del Territorio che limiti al massimo l'edificabilità e tagli le unghie alla speculazione edilizia, una meticolosa attenzione per la cura dell'ambiente e del territorio, il rilancio dei servizi al cittadino, un recupero di "vitalità" sul piano della cultura, del divertimento, del piacere e dell'allegria del vivere, del comunicare, per essere insomma una città solidale e socialmente coesa, provvista di una propria identità, non chiusa ed anonima. Da ultimo il tema delle candidature a sindaco di Sondrio e quindi delle primarie: è del tutto ovvio che alla città di Sondrio serve un sindaco capace ed autorevole; attualmente, per quanto riguarda l'area a cui facevo riferimento sopra, è in campo la candidatura di Alcide Molteni ed è ventilata quella di Angelo Schena, persone che rispondono ai requisiti di cui sopra, altre candidature non sono attualmente in campo; come procedere dunque? Fare delle primarie di "partito" come sembrano volere alcuni settori del Partito Democratico? Non è invece più semplice, più democratico, più corretto, in presenza di una pluralità di candidature svolgere delle primarie di "area", di coalizione, sul modello di quelle che hanno portato in campo nazionale alla designazione di Prodi? Si stendano dunque, una volta fatta chiarezza su quale debba essere la coalizione in corsa, delle semplici linee di programma da arricchire successivamente e scendano in campo per delle "primarie di coalizione" quanti siano disponibili a concorrere, senza furbizie e pretattiche, alla carica di sindaco, a meno che tutti si converga su una figura da tutti considerata valida; ciò che escludo in modo assoluto è che il candidato sindaco possa essere designato da una sorta di "partito unico", con primarie o senza primarie.
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Ezio Trabucchi
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Commenti, email... e ruolo del moderatore
condivido, ovviamente, il tuo "augurio 2008 per il PD". Se non per questo per che cosa avremmmo fatto tutto ciò? un unico distinguo: sulle "convergenze parallele",che evocano qualcosa del passato che non è andato molto bene. Io auspicherei piuttosto, come nella logica di quanto sin qui fatto, delle convergenze per fusione. Una fusione che, contro ogni legge chimica, da fredda si scaldi sempre più. Per favorire questo processo consiglierei di guardare, d'ora in poi, più che ai posti (che hanno la loro importanza, non lo nego) ai contenuti di quello che si fa. Su questi il dibattito e anche lo scontro, ma esclusivamente interno, saranno utili e, quindi, auspicabili. BUON ANNO A TUTTI. Egidio Melè
Mi preoccupano i tira e molla sottobanco perchè mi riportano ad un passato che credevo lontano. Il PD è una cosa diversa e credo che se qualcuno vuole riportare al suo interno le vecchie logiche secondo me si mette fuori da questo partito.
A chi mette in discussione Costanzo vorrei ricordare che se le regole per la sua elezione, piacciano o no, sono state rispettate, ogni azione diretta a delegittimarlo sono da respingere.
Così come chi mette in discussione le primarie per il sindaco di Sondrio non mi trova d'accordo. Vogliamo o no far capire alla gente che siamo un partito nuovo?
Il partito è nuovo se, per esempio, la sua attività, interna ed esterna, è trasparente, qualità che ha a che fare con la democrazia. O no?
Buon Anno a tutti. Egidio Melè
Anna Puccio, componente esecutivo regionale PD
(24 dicembre 2007 - indirizzata a me e ad altri amici del PD)
Auguri a tutti di un 2008 che sia il più vicino possibile ai desiderata.
Stringiamci a coorte, intanto, per il prode Romano: e proteggiamo l'esile fiammettina (senza connotazioni destro-xenofobe, naturalmente) di questa legislatura.
C'è solo una parola per descrivere il clima politico: volgare.
Curioso lo scambio di telefonate Saccà-Berlusconi e curiosissimo il silenzio-assenzio (dovevano essere ubriachi, concedetemi il riferimento francese) di tutta la classe politica, nel suo continuum da destra a sinistra (con eccezione sempre di Prodi, ovviamente, unica persona stimata e stimabile).
Tutti a levarsi in difesa della privacy e nessuno a ricordare quanto il buon Rodotà insegnava e insegna: la privacy di un politico è limitata qualora si ravvisi nelle sue conversazioni un riferimento all'interesse pubblico.
Situazione volgare, a livello nazionale, anche per il tristo percorso, in seconda e terza lettura, di una finanziaria sciatta e francamente imbarazzante in alcuni suoi tratti: il denaro sottratto alla ricerca in favore dei camionisti mafiosi in protesta; gli emendamenti di Bordon per il finanziamento degli idrovolanti che colleghino le piccole isole.
Situazione volgare a livello locale: accanto ai gazebo deserti di Sondrio Accesa (ma la questura parla di 10 milioni di firme raccolte), i manifesti del polo civico di centro in avvicinamento al movimento fascistoide di Romualdi.
Divertente che l'arcinoto fedele alla repubblica di Salò raccogliesse firme di fronte alla Popolare di piazza Garibaldi diffondendo a tutto volume canzoni del regime e lanciando due volte un saluto romano collettivo (quella cosa che si chiama Costituzione parla di apologia del fascismo?).
Si nota per assenza il progetto del centro-sinistra che, da una situazione che avrebbe dovuto cavalcare, si trova legato per un piede al cavallo in corsa, come il cadavere di Ettore portato in trionfo dal furiosissimo Achille.
Ora una delegazione da Troia partirà in avanscoperta con le primarie per cercare di recuperare pieno possesso del corpo, e con esso forse dei propri pensieri.
So che si tratta di una mail a gamba tesa, ma per il momento è quello che mi sento di dire per presentare la mia posizione.
Sinceramente non mi piace proprio il modo di comunicare, o di non comunicare, del centro-sinistra: mezze promesse, finte attenzioni a temi mai giudicati importanti (sarò noiosamente ripetitivo: alludo alla Biblioteca Credaro), realissime presenze agli eventi di cui sopra in parentesi delle massime cariche di rappresentanza.
Io sono all'estero e avevo manifestato le mie perplessità su un mio coinvolgimento nel partito proprio per l'impossibilità pratica di partecipare alle riunioni: dato che la dirigenza mi aveva assicurato che si sarebbe trovato un modo di coinvolgere, ho atteso sereno.
Dopo 4 mesi, mi pare che questa semplicità e inclusività della comunicazione manchino: approfitto, invece, a tal proposito, per fare gli auguri ad Ezio Trabucchi ed al suo blog.
I blog, piaccia o non piaccia, sono il sale della democrazia: come Internet.
A chi mi rispondesse che questa è un'osservazione snob, calata in un contesto non ancora pronto e più avvezzo alle riunioni fisiche, rispondo che trovo molto più snob che la Valtellina creda ancora di poter fare a meno di un'apertura sul mondo.
Credo di avere già esposto questo argomento in una lettera passata, ma il momento era delicato e si è preferito non leggerla.
Altro breve capitoletto: non mi piace il modo valtellinese di considerare tutto 'per categorie'.
Scrivi un libro e sei scrittore, lavori in un'università estera e sei 'ricercatore all'estero'. Ti eleggono in parlamento e sei onorevole a vita.
Questa dimensione da bar è piuttosto povera di contenuti e pericolosamente carica di personalismi e sfide incrociate: mi associo alle riflessioni di Giovanni. Sondrio poteva e potrebbe essere un laboratorio innovativo.
Fino ad ora la nostra canzone dovrebbe invece essere: due elefanti si dondolavano sopra un filo di ragnatela e, trovando la cosa interessante, andarono a chiamare un altro elefante...
Non credo nella contiguità con poteri forti di cui essere succubi: poche settimane fa è uscito un pauroso articolo su Corriere Economia che metteva in discussione la relazione finale sul bilancio della Popolare di Sondrio per operazioni finanziarie molto molto dubbie in cui l'istituto è rimasto coinvolto. Non mi pare se ne sia parlato a sufficienza nè a livello di stampa locale, nè a livello di mondo della politica (sempre locale).
La contiguità coi poteri forti porta dritto alle telefonate stile "Berlusconi-Saccà" con il surreale bellissimo "lei-tu" dal sapore di eternità.
Sono del PD perchè credo nella necessità di costruire un progetto riformista laico e veramente libero: non un barocco istituzionalizzato in cui i ruoli sono bloccati, c'è una consapevole e teleguidata isteresi della crisi e le persone pensano sempre che 'il momento è troppo delicato per intervenire adesso'.
Concludo con due riferimenti letterari: lo sguardo di lungo periodo non è il 'ti amerò fino all'ultimo giorno della mia vita'; è piuttosto 'essere innamorati ogni giorno'.
E questo PD andrebbe costruito proprio così: non con un obiettivo lontano, necessariamente miope, in cui alcuni controllano i fili del percorso con troppo vantaggio sugli altri.
L'articolo del New York Times diceva una cosa vera: l'Italia è un paese triste. Dovrebbe imparare ad essere felice e consapevole.
Per cui, a tutti gli Scrooge che leggeranno questa email, auguro che appaia loro lo spirito della legislatura passata, quello della legislatura presente e quello della legislatura futura.
E che si innamorino del PD per la voglia di essere liberi e costruire una piccola solidissima felicità.
Un saluto, tra qualche tempo proporrò qualche suggerimento su bike sharing e sistema bibliotecario, sperando che possano essere contributi validi alla discussione. Luciano Canova
Gian Antonio Girelli, componente esecutivo regionale PD
(24 dicembre 2007 - indirizzata a me e ad altri amici del PD)
La città grigia nella fusione fredda
E’ di questi giorni un elogio da parte della CIPRA (Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi) alle virtuosità delle “Città Alpine” insignite annualmente. Ma i vessilli inalberati da Sondrio in questo 2007 hanno coinciso con un progressivo degrado delle qualità del capoluogo. E’ un fatto percepibile, nel rigonfiamento del corpaccione edilizio senza corrispondente qualità urbanistica, nella pervasività del traffico, nell’inquietante immobilità del gran buco in Piazza Garibaldi. E in altre varie forme di sciatteria. Un grigiore che contrasta con percepibili aspetti di vitalità, di migliore qualità, negli altri capoluoghi di mandamento. Al basso profilo delle capacità programmatorie e di qualificazione da parte della compagine governante si era da tempo aggiunto un vacillare continuo della Giunta. Questa situazione – di spicco nel sonnolento panorama amministrativo provinciale - affiancava da oltre un anno il percorso di avvicinamento di DS e Margherita alla loro fusione nel Partito Democratico. Un “laboratorio Sondrio” sarebbe stato un bell’allenamento per affiatamenti in progettualità politica. E’ pur vero che la presenza dell’area di centrosinistra nel Consiglio comunale fa essenzialmente capo alla compagine “Sondrio Democratica”, inventata con acume astuto e creativo nella fase della crisi dei partiti “anni ’90”. Ma è stupefacente che un corposo partito nazionale, quale i Ds, abbia lungamente dato le vicende della città in blindato appalto alla pur meritoria Sondrio Democratica, evitando proprie attenzioni riflessive propositive, su una vicenda come quella del capoluogo, nella quale il centro destra ha mostrato palese vulnerabilità. C’erano in realtà equilibri politici interni personalistici, e scarsa trasparenza, a impedirlo. Dalla parte della Margherita petali importanti hanno continuato a guardare, a loro volta, con sospettosa diffidenza alle relazioni DS-Sondrio Democratica, considerate come manovra poco chiara a fini egemonici non trasparenti. Fattostà che il crollo della giunta Bianchini ha fatto irruzione in perfetta contemporaneità con gli esiti delle primarie del PD in salsa valtellinese. Esiti molto positivi per le oltre 4600 firme! Sicuramente mobilitate dallo spessore innovativo nazionale ed anche da uno zelante lavoro a livello provinciale. Forte predominanza per Veltroni. Esito caldo dentro l’opinione pubblica diffusa. Ma fusione fredda nella camera da letto, tra i dirigenti DS e dirigenti Margherita. In realtà l’Associazione per il PD, che nell’operazione doveva essere la facciata di società civile, non ha avuto protagonismo. Hanno predominato le segreterie partitiche. Nella gestazione c’è stata una diplomatizzazione per forza maggiore, tra DS e una Margherita dilaniata all’interno. Una diplomatizzazione forzosa che non ha sciolto con chiarezza le annose ruggini tra personaggi. Circolazione nei DS di giudizi di tromboneria al Dioli, minimizzazione del ruolo del Corriere della Valtellina. I DS visti, da petali della Margherita, come pericolosi manovratori comunisti poco post, anche nella vicenda delle primarie. Gli scontri, all’indomani dell’esito, dentro il ristretto manipolo degli eletti locali, è stato soprattutto frutto di scompaginamenti nella ex Margherita e gli ex DS pensavano di lenirlo, con lo stile tardocomunista di far fuori le cose dentro le segrete stanze, senza aprire salutari finestre partecipative . Li la faccenda si è incancrenita e sono cominciati gli outing sui giornali, nelle mail, nei blog. Aspetto nuovo, anche positivo, perché no? Outing che hanno stupefatto molti dei 4600 e oltre, sognanti la fusione dal respiro politico caldo, il voltare pagina innovativo. Magari pensavano che il dibattito tra i pochi fervesse culturalmente nel cercare mediazioni tra cattolici e laici… o sui temi eticamente sensibili… oppure per la traduzione tra Spluga e Stelvio degli innovativi afflati nazionali…. E mentre tutto questo freddo avveniva, la botta calda delle migliaia di firme dal sapore centro-sinistro ha dato la stura a spiazzanti autocandidature, outsider rispetto al PD, di Molteni e Schena. Entrambi assai ragguardevoli, sia pure in modo diverso e soprattutto in combinata. Mentre sbavature dilettantesche succedevano nella cabina provvisoria del PD, il recupero-rilancio di Molteni (voluto direttamente dalla gente come un Berlusconi in versione virtuosa) avveniva da parte di bravi allenatori, annusatori professionisti dell’umoralità pubblica. Schena dal canto suo si è fatto tutta la naia, dentro il consiglio comunale, al fronte Bianchini. Una militanza lodevole dopo avere sfiorato la vittoria, perdendola per i voti di una contadina inopinatamente trascurata. Un’esperienza politica che equilibria bene il ragguardevole lignaggio e le contiguità con poteri forti, illuminati anche nel fare i veri urbanisti efficienti, stufi di sopportare le pochezze della giunta ora fallita. Da pezzi del PD si leva lo strillo pro-primarie palingenetiche. Particolarmente accaldato e culturalmente autorevole quello dell’amico Ivan Fassin. Affascinante. Ma se il PD locale non compie un deciso balzo di respiro politico le primarie per le elezioni a Sondrio possono essere un bagno sociale a rischio di doccia fredda. Meno vincente delle alzate di ingegno già delineatesi. Pesa il ritardo di DS , Margherita, e ora PD, nel promuovere dibattito politico-culturale aperto sulla città. Caro Ivan notoriamente affascinato da Bauman, ci si inoltra nella politica liquida ,che ha il suo fascino. E’ la politica delle individualità, scompaginanti, nello spazio della raccolta del consenso lasciato libero dal declino dei partiti. Speriamo insieme, certo, che non si arrivi in men che non si dica alla liquefazione-liquidazione della politica. Giovanni Bettini
Matteo Mauri, componente esecutivo regionale PD
(18 dicembre 2007 - indirizzata a me e ad altri amici del PD)
Auguro a voi e alle vostre famiglie un Buon Natale e Felice Anno Nuovo. Angelo Costanzo
(18 dicembre 2007 - indirizzata a me e ad altri amici del PD)
Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali, come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo.
(dall'ultima lettera di Aldo Moro alla moglie Eleonora)
Cari tutti,
in attesa di vedervi alla prossima riunione, nel dubbio che qualcuno non possa essere presente, colgo l'occasione per porgere a tutti voi i migliori auguri di Buone Feste...
Un caro saluto! Irene Bertoletti
(17 dicembre 2007)
Caro Ezio,
ti ringrazio per le informazioni. Condivido le valutazioni contenute nella tua intervista, così come confermo che le primarie sono irrinunciabili. Se non ci saranno candidati si vedrà il da farsi. Ho sempre criticato le liste bloccate per le assemblee costituenti il PD e rimango convinto sia stata una incoerenza rispetto ai valori proclamati. da questo Partito Nuovo mi aspetterei regole e comportamenti trasparenti, cosa che non mi pare essere al 100%.
Saluti. Egidio Melè
(16 dicembre 2007 - indirizzata a me e ad altri amici del PD)
Cari amici, prendo lo spunto anch'io dall' ultima comunicazione di Costanzo, al quale ho già dato la mia disponibilità ad inserire nel pc i dati delle primarie del 14 ottobre. E mi allaccio al " grido di dolore" di Chiarelli ed al suo sgomento, che condivido, per la brutta sensazione che mi fanno vivere sia le vicende nazionali, per quel senso di "inciucio" che il rapporto traVeltroni e Berlusconi mi suscita, sia la situazione locale allorchè, alla vigilia delle elezioni per il sindaco, come PD non siamo in grado di affermare che il nostro candidato non può che uscire dalle primarie. Egidio Melè
(14 dicembre 2007 - indirizzata a me e ad altri amici del PD)
Cari amici, riprendo in parte lo spunto offerto da Luciano Canova e da Giovanni Bettini apparso sulla "Provincia" di ieri . Non parlerò delle elezioni amministrative di Sondrio (date Sondrio ai sondriesi...), anche se, confesso, il silenzio mi preoccupa, perchè dietro i silenzi immagino cucine assai poco "democratiche" al lavoro. I tempi (2008) della costruzione degli organismi provinciali e dei circoli fanno sì che i luoghi tipici del dibattito e del confronto, anche sui temi che non riguardano solo il nostro ombelico locale, si allontanino. Ringrazio Angelo Costanzo di averci fatto conoscere l'agenda dei prossimi mesi e mi rendo disponibile a dare una mano per la costruzione dell'indirizzario dei sostenitori del PD (atto che considero POLITICO, non tecnico). In attesa di uno strumento di comunicazione telematica sotto l'egida del PD (il forum del sito dsonline non è più il luogo giusto per discutere di questo), affido alla vecchia posta elettronica e al mio indirizzario lo sconcerto (condiviso da tanti nostri simpatizzanti coi quali chi non vive sulla luna è a contatto) davanti a due atti politici importanti del nostro partito:
l'evidente abbandono del bipolarismo, solo mitigato da tecnicismi elettorali che nessuno potrebbe spiegare agli italiani.
la confusione (per non dire la deriva) sui temi etici e sulla laicità della politica.
Lo dico in modo sintetico, rinviando (spero) ad altra occasione un'argomentazione più ampia: Fini ha ragione da vendere e non si possono truffare gli elettori non dicendo PRIMA delle elezioni con chi si vuole governare. M'aspetto che il mio partito non tradisca la svolta del 1993 sancita da un referendum e abbia capito che la sconfitta nel referendum del 1999 (mancato quorum, ricordate?) sia stata la madre di molte altre. Se la tentazione è quella dei due forni di antica memoria, qualcuno non ha capito che il ventesimo secolo è finito. O ritiene davvero che (Berlusconi insegna) i cittadini non abbiano alcuna memoria e si può fare e disfare a proprio piacimento.
Lo sberlone della senatrice Binetti al governo, il ritiro di questi giorni a Roma della delibera comunale sulle unioni civili (delibera già concordata, discussa, mediata e digerita nei mesi scorsi, con metodo ineccepibile) sono segnali che definire preoccupanti è eufemistico. Il PD ha paura dell'iniziativa (anche in Valle) del gruppo di Pezzotta e vuole diventare (di fatto) partito confessionale? Scopriremo che si chiacchiera e poi, al momento di decidere, conterà quello che c'è scritto sull'"Avvenire" della settimana scorsa? Torna la contrapposizione fra l'etica dei principi e quella della responsabilità? Se Oltretevere si punta il dito (com'è successo) contro l'ONU e le sue agenzie dobbiamo aspettarci un cambiamento nella politica estera italiana?Volete un tema locale su cui riflettere? Mentre noi ci balocchiamo coi veti personali, col raffinato lavoro di indebolimento dei compagni di cordata (dimenticandoci che siamo legati in sicurezza insieme), il nostro territorio vive un'autentica emergenza etica e civile sui temi del razzismo. Le scuole fanno fatica a organizzare la giornata della memoria, anche perchè una delle proposte sul tappeto vede un momento di ricordo dello sterminio del popolo rom. Ce n'è abbastanza, per oggi e per impostare un'agenda "democratica" per il 2008.Saluti e auguri. Daniele Chiarelli
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Ezio Trabucchi
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lunedì 31 dicembre 2007
venerdì 28 dicembre 2007
I componenti dell'Esecutivo di Martina

Mi è stato chiesta qualche informazione in merito ai componenti dell'Esecutivo Regionale.
Anna Puccio, Maria Rita Gismondo, Maria Berrini, Marilisa d'Amico, Marta Battioni, Ornella Bergadano e Sara Valmaggi: sono le sette donne che rappresentano la "metà rosa" dell'esecutivo regionale del Partito Democratico.
Alessandro Alfieri, Daniele Bosone, Gian Antonio Girelli, Marco Granelli, Matteo Belloni, Matteo Mauri e (il nostro valtellinese) Nicola Pasini completano il gruppo dei 14 dell'esecutivo. Vicesegretario regionale è stato nominato il Sen. Daniele Bosone.
L'identikit dei componenti della squadra di Maurizio Martina
Alessandro Alfieri, 35 anni. Consigliere comunale a Varese. E' responsabile delle Relazioni internazionali e delle Politiche europee della Provincia di Milano. Ha ricoperto l'incarico di Segretario provinciale della Margherita a Varese. E' stato Consigliere diplomatico del Sottosegretario agli Affari Esteri Umberto Ranieri.
Matteo Mauri, 37 anni. Consigliere provinciale a Milano, è Vicepresidente della commissione ambiente. Ha ricoperto l'incarico di coordinatore e di responsabile dell'organizzazione della segreteria regionale dei Democratici di Sinistra. E' stato segretario Regionale della Sinistra Giovanile dal 1994 al 1997. Dal 1997 al 2001 è stato responsabile dell'organizzazione nazionale di Sinistra Giovanile.
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Ezio Trabucchi
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I lavori della Commissione Statuto Nazionale
Cari lettori,
come avevo preannunciato, la prossima settimana pubblicherò sul blog tutti i documenti della Commissione Statuto Nazionale.
Attendo suggerimenti, emendamenti, critiche e contributi quanto prima.
Tenete presente infatti che, a fine gennaio, il Presidente Vassallo chiuderà i lavori della Commissione e trasmetterà la bozza di Statuto alla Presidenza dell'Assemblea Costituente Nazionale, chiamata ad approvare lo Statuto entro il febbraio 2008.

Vasco Errani, Presidente ( o Governatore) della Regione Emilia Romagna e componente della Commissione Nazionale Statuto. L'ho invitato, con altri, a partecipare a Sondrio ad una tavola rotonda sullo Statuto.
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Ezio Trabucchi
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